Pubblichiamo la diffida spedita al Sindaco di Amelia sull’allevamento di galline ovaiole a Porchiano.
La sottoscritta Bruna Rossi, in qualità di Presidente del Circolo Amerino di Legambiente, al fine di tutelare e valorizzare il patrimonio ambientale e paesaggistico del comprensorio amerino,
Visto
· Che la località dove si vuole costruire un allevamento intensivo di galline ovaiole si trova in un terreno altamente permeabile, con una falda superficiale, come determinato dalla perizia geologica redatta dalla società geotecnica Geotevere snc, da noi inviatale a Novembre 2007;
· Che a poche centinaia di metri dall’insediamento sono situati i pozzi di approvvigionamento dell’acqua potabile dei Comuni di Giove e di Penna in Teverina;
· Che il bacino sotterraneo da cui attingono i pozzi è notevolmente esteso e comprende anche la zona in cui si vorrebbe insediare l’impianto;
· Che tale terreno è adiacente ed ha le stesse caratteristiche geologiche, idrogeologiche e morfologiche alla zona che nel PRG del Comune di Giove, approvato dalla Provincia, è classificata come ad alta criticità degli acquiferi, riconoscendo la presenza di un acquifero in depositi travertinosi, e vietando all’art. 8 delle N.T.A. associate al P.R.G. gli impianti di trattamento reflui per uso industriale, consentendo solo quelli ad uso domestico;
· che il Comune di Giove e quello di Penna in Teverina hanno richiesto esplicitamente una conferenza dei servizi per stabilire insieme le norme di tutela di un’area di così elevata criticità;
· Che il Comune di Amelia non possiede un P.R.G. e che se questo piano fosse approvato non potrebbe non tener conto di analisi geologiche che, come quelle effettuate dal Comune di Giove e da Legambiente, non potrebbero non evidenziare la presenza di un’alta criticità per gli acquiferi e quindi dovrebbe necessariamente prevedere una tutela dell’area, come previsto dal P.R.G. di Giove a causa della normativa regionale in materia di copianificazione territoriale ed urbanistica;
· Che alla relazione agronomica allegata alla richiesta di costruzione dell’impianti da parte della ditta Corvi non sono allegate le tabelle di produzione della lettiera con indicato il carico di bestiame in azienda, la quantità di lettiera e di azoto prodotti, il dimensionamento della lettiera e dell’eventuale pozzetto di raccolta opportunamente isolato dal terreno con teli geotessuti adatti alla impermeabilità o di altro metodo di stoccaggio provvisorio dei reflui;
· Che nella detta relazione non sono specificate le modalità di trattamento, obbligatorio, delle deiezioni, né del loro smaltimento (si fa riferimento alla possibilità di venderle come ammendante ad aziende biologiche, che peraltro in base ai regolamenti dei consorzi di verifica non possono utilizzare reflui di allevamenti industriali);
· Che in detta relazione manca uno studio podologico ed agronomico al fine della valutazione dei terreni ove spargere la lettiera derivante dall’allevamento (comma 2 art 33 del PTCP) e l’ indicazione delle aziende che acquisteranno la pollina (si parla genericamente di aziende “biologiche”);
· Che i reflui costituiscono, certamente, il materiale più pericoloso presente in un allevamento avicolo. Indipendentemente dalla presenza di infezioni, tale materiale non dovrebbe lasciare il perimetro dell’allevamento senza aver prima subito un processo di trattamento termico in grado di distruggere i virus (compostaggio o DA termofila). E che tale trattamento non è previsto dal progetto ed è sicuramente incompatibile con la presenza di una falda superficiale ed un terreno altamente permeabile;
· Che nelle relazioni allegate alla richiesta vi sono numerose contraddizioni riguardo il numero di galline ospitate dalla struttura, nelle dimensioni dei capannoni, nell’indicazione dei costi, nelle diverse planimetrie, il che aggiunto ai tempi record di rilascio della concessione fa pensare che non vi sia stato un esame approfondito dei documenti allegati alla stessa e che quindi il rilascio sia stato effettuato non per l’accertata conformità delle strutture e dell’impianto alle normative vigenti, ma sotto la minaccia di un ricorso al TAR effettuato dalla ditta pochi giorni prima;
· Che le dimensioni dell’impianto, i cui capannoni sono una fotocopia di quelli previsti per una porcilaia destinata ad ospitare 28.000 maiali, fanno pensare che invece dei 38.000-40.000 (a seconda rispettivamente della relazione generale e della relazione tecnico-economica) potranno ospitarne almeno il doppio (ma si dichiara meno per non superare il limite previsto per la Valutazione di Impatto Ambientale…..);
· Che è stato approvato al Senato ed è in attesa di approvazione alla Camera il ddl 1600 che individua il paesaggio agricolo tradizionale dell’amerino, di cui questa zona rappresenta un esempio tipico, tra i 20 da tutelare (e finanziare per la sua conservazione); solo lo scioglimento delle camere ha interrotto l’iter parlamentare, perché se la normativa fosse stata approvata un tale impianto non sarebbe neanche potuto essere preso in considerazione per il notevole impatto paesaggistico;
Si Associa
alla richiesta dei Comuni di Giove e di Penna in Teverina di una conferenza dei servizi da indire per deliberare, una volta per tutte, le misure di tutela per preservare un ambiente così delicato e salvaguardare l’approvvigionamento di acqua potabile per i Comuni di Giove e di Penna in Teverina;
Diffida
Il Comune di Amelia dal concedere definitivamente l’autorizzazione alla costruzione dell’impianto prima della suddetta conferenza al fine di prevenire un eventuale disastro ambientale la cui colpa, in questo caso, non potrebbe non ricadere anche sul Comune di Amelia