Archivio per comunicati stampa

E’ tempo di migrare…

Questo blog ha alcune limitazioni grafiche che ci hanno spinto a migrare a questo indirizzo:

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VERGOGNA!

Pubblichiamo il comunicato stampa congiunto con altre associazioni sull’incredibile delibera del Consiglio Comunale di Amelia che ha, di fatto, proibito ai cittadini di esprimersi con un referendum sul piano particolareggiato di Piazza XXI Settembre.

Abbiamo espresso fin dal principio la nostra contrarietà per il modo con cui l’amministrazione comunale ha deciso di ristrutturare piazza XXI Settembre. Così come è stato approvato il piano è inaccettabile perché deturpa con una colata di cemento (43.000 metri cubi!) una zona vicina alle mura, che sono la maggiore attrattiva della nostra città, assestando inoltre il colpo di grazia all’economia, già in sofferenza, del centro storico.

Un nuovo quartiere con potenziali 4000 metri quadri di spazi commerciali incombe sul futuro del commercio amerino. Cittadini, associazioni, insieme alla stoica categoria dei commercianti del centro storico, da anni in difficoltà per i noti problemi logistici, che l’amministrazione comunale non sa (o non vuole) risolvere, hanno chiesto più volte gesti di trasparenza e partecipazione per un progetto che segnerebbe la fine di gran parte del commercio amerino in favore di ignoti operatori.

Abbiamo proposto con spirito costruttivo delle modifiche che non sono state accolte dall’amministrazione, che invece ha voluto, in fretta e furia, approvare l’adozione del piano. Abbiamo quindi chiesto di indire un referendum, per decidere se è davvero necessario uno scempio di tali dimensioni per avere in cambio una strada di soli 270 metri, che comunque …non è certo che venga realizzata!

Era una semplice richiesta di democrazia, per far decidere i cittadini sui problemi concreti che li riguardano.

Con un’incredibile “faccia tosta” l’amministrazione comunale ha impedito, con un emendamento, che si potesse tenere il referendum.

Protestiamo contro il vergognoso emendamento di Carlo Agabiti che impedisce ai cittadini di esprimersi liberamente con un referendum sul piano particolareggiato di piazza XXI Settembre, progetto che cambierà per sempre il volto di Amelia.

Siamo indignati per l’arroganza di Franco Rinaldi, il quale ha detto in consiglio comunale che tanto il referendum avrebbe confermato la decisione della giunta, presunzione tipica di chi ha paura della gente e che vuole decidere tutto nelle quattro mura del palazzo, al di fuori di occhi indiscreti. Se questo fosse vero, perché tanta paura nel far decidere i cittadini?

Ancora una volta dobbiamo constatare la debolezza del Sindaco Giorgio Sensini, il quale, benché votato dal 65% delle persone di Amelia, e come tale garante della democrazia per i cittadini, rimane prigioniero dei professionisti della politica.

Forum dei Cittadini – Il Cantiere – Italia Nostra – Legambiente

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Legambiente diffida il Comune perchè non autorizzi la costruzione del mega allevamento di galline a Porchiano

Pubblichiamo la diffida spedita al Sindaco di Amelia sull’allevamento di galline ovaiole a Porchiano.

La sottoscritta Bruna Rossi, in qualità di Presidente del Circolo Amerino di Legambiente, al fine di tutelare e valorizzare il patrimonio ambientale e paesaggistico del comprensorio amerino,

Visto

· Che la località dove si vuole costruire un allevamento intensivo di galline ovaiole si trova in un terreno altamente permeabile, con una falda superficiale, come determinato dalla perizia geologica redatta dalla società geotecnica Geotevere snc, da noi inviatale a Novembre 2007;

· Che a poche centinaia di metri dall’insediamento sono situati i pozzi di approvvigionamento dell’acqua potabile dei Comuni di Giove e di Penna in Teverina;

· Che il bacino sotterraneo da cui attingono i pozzi è notevolmente esteso e comprende anche la zona in cui si vorrebbe insediare l’impianto;

· Che tale terreno è adiacente ed ha le stesse caratteristiche geologiche, idrogeologiche e morfologiche alla zona che nel PRG del Comune di Giove, approvato dalla Provincia, è classificata come ad alta criticità degli acquiferi, riconoscendo la presenza di un acquifero in depositi travertinosi, e vietando all’art. 8 delle N.T.A. associate al P.R.G. gli impianti di trattamento reflui per uso industriale, consentendo solo quelli ad uso domestico;

· che il Comune di Giove e quello di Penna in Teverina hanno richiesto esplicitamente una conferenza dei servizi per stabilire insieme le norme di tutela di un’area di così elevata criticità;

· Che il Comune di Amelia non possiede un P.R.G. e che se questo piano fosse approvato non potrebbe non tener conto di analisi geologiche che, come quelle effettuate dal Comune di Giove e da Legambiente, non potrebbero non evidenziare la presenza di un’alta criticità per gli acquiferi e quindi dovrebbe necessariamente prevedere una tutela dell’area, come previsto dal P.R.G. di Giove a causa della normativa regionale in materia di copianificazione territoriale ed urbanistica;

· Che alla relazione agronomica allegata alla richiesta di costruzione dell’impianti da parte della ditta Corvi non sono allegate le tabelle di produzione della lettiera con indicato il carico di bestiame in azienda, la quantità di lettiera e di azoto prodotti, il dimensionamento della lettiera e dell’eventuale pozzetto di raccolta opportunamente isolato dal terreno con teli geotessuti adatti alla impermeabilità o di altro metodo di stoccaggio provvisorio dei reflui;

· Che nella detta relazione non sono specificate le modalità di trattamento, obbligatorio, delle deiezioni, né del loro smaltimento (si fa riferimento alla possibilità di venderle come ammendante ad aziende biologiche, che peraltro in base ai regolamenti dei consorzi di verifica non possono utilizzare reflui di allevamenti industriali);

· Che in detta relazione manca uno studio podologico ed agronomico al fine della valutazione dei terreni ove spargere la lettiera derivante dall’allevamento (comma 2 art 33 del PTCP) e l’ indicazione delle aziende che acquisteranno la pollina (si parla genericamente di aziende “biologiche”);

· Che i reflui costituiscono, certamente, il materiale più pericoloso presente in un allevamento avicolo. Indipendentemente dalla presenza di infezioni, tale materiale non dovrebbe lasciare il perimetro dell’allevamento senza aver prima subito un processo di trattamento termico in grado di distruggere i virus (compostaggio o DA termofila). E che tale trattamento non è previsto dal progetto ed è sicuramente incompatibile con la presenza di una falda superficiale ed un terreno altamente permeabile;

· Che nelle relazioni allegate alla richiesta vi sono numerose contraddizioni riguardo il numero di galline ospitate dalla struttura, nelle dimensioni dei capannoni, nell’indicazione dei costi, nelle diverse planimetrie, il che aggiunto ai tempi record di rilascio della concessione fa pensare che non vi sia stato un esame approfondito dei documenti allegati alla stessa e che quindi il rilascio sia stato effettuato non per l’accertata conformità delle strutture e dell’impianto alle normative vigenti, ma sotto la minaccia di un ricorso al TAR effettuato dalla ditta pochi giorni prima;

· Che le dimensioni dell’impianto, i cui capannoni sono una fotocopia di quelli previsti per una porcilaia destinata ad ospitare 28.000 maiali, fanno pensare che invece dei 38.000-40.000 (a seconda rispettivamente della relazione generale e della relazione tecnico-economica) potranno ospitarne almeno il doppio (ma si dichiara meno per non superare il limite previsto per la Valutazione di Impatto Ambientale…..);

· Che è stato approvato al Senato ed è in attesa di approvazione alla Camera il ddl 1600 che individua il paesaggio agricolo tradizionale dell’amerino, di cui questa zona rappresenta un esempio tipico, tra i 20 da tutelare (e finanziare per la sua conservazione); solo lo scioglimento delle camere ha interrotto l’iter parlamentare, perché se la normativa fosse stata approvata un tale impianto non sarebbe neanche potuto essere preso in considerazione per il notevole impatto paesaggistico;

Si Associa

alla richiesta dei Comuni di Giove e di Penna in Teverina di una conferenza dei servizi da indire per deliberare, una volta per tutte, le misure di tutela per preservare un ambiente così delicato e salvaguardare l’approvvigionamento di acqua potabile per i Comuni di Giove e di Penna in Teverina;

Diffida

Il Comune di Amelia dal concedere definitivamente l’autorizzazione alla costruzione dell’impianto prima della suddetta conferenza al fine di prevenire un eventuale disastro ambientale la cui colpa, in questo caso, non potrebbe non ricadere anche sul Comune di Amelia

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Mal’aria ad Amelia il 9 Febbraio, contro lo smog e l’inquinamento per un nuovo piano di sviluppo del centro storico

Smog e stress da traffico? Inquinamento acustico e città poco pedonalizzate? Tematiche che anche quest’anno saranno seguite molto da vicino da Mal’Aria, la celebre campagna di Legambiente simboleggiata dalle centinaia di lenzuola bianche che sventolano sui balconi delle nostre città.
A giudicare dai preoccupanti risultati dei recenti monitoraggi sull’inquinamento atmosferico, Mal’Aria si presenta come una campagna quanto mai attuale che, da un lato sensibilizza e denuncia la gravità del problema inquinamento e dall’altro si propone di spronare l’amministrazione ad intraprendere una linea d’azione verso la sostenibilità urbana che sia continuativa ed efficace.
Mal’Aria propone ad Amelia, il prossimo 9 febbraio, una manifestazione sui problemi del centro storico, reso invivibile dall’inquinamento, dal traffico e dalla mancanza di parcheggi, per estendere sempre più la consapevolezza che un’altra città è possibile, urgente e necessaria.
“- Amelia, tira una brutta aria: è il sottotitolo che abbiamo voluto dare alla manifestazione – afferma Bruna Rossi, presidente del circolo amerino di Legambiente – la brutta aria è quella inquinata che ci entra nei polmoni a causa del traffico ma anche la brutta aria che circola nel paese da quando l’amministrazione comunale ha approvato il piano particolareggiato per la piazza antistante le mura ciclopiche. Il piano, contestato da molte associazioni e dai commercianti prevede una colata di cemento di 43.000 metri cubi, in buona parte destinati a negozi. Rischia così di offuscare la bellezza delle mura ciclopiche – conclude – e di dare il colpo di grazia all’economia di un centro storico bellissimo ma in grande sofferenza”.
La manifestazione prevede alle 16 (partenza Porta Romana) una passeggiata per il centro storico con mezzi alternativi (cavalli, bici, pattini ecc) in collaborazione con il Pony Club S.Angelo, le associazioni arciragazzi “il laboratorio” e “casa del sole”, per riscoprire la bellezza del centro storico senza l’assedio delle macchine. La passeggiata si concluderà in Piazza Marconi dove i bambini potranno provare l’ebbrezza di cavalcare dei bellissimi pony.
Alle 18. presso la sala Boccalini, si svolgerà invece l’ assemblea pubblica, organizzata da Legambiente, Italia Nostra e Forum dei Cittadini, alla quale sono stati invitati a partecipare il sindaco, gli assessori e tutti i consiglieri comunali: “Amelia: tira una brutta aria! Quale futuro per il centro storico dopo l’approvazione del piano particolareggiato di piazza XXI Settembre? Assediato dalle macchine, senza parcheggi, asfissiato dal benzene, il commercio in crisi”,
Interverranno il dott. G. De Luca e la dott.ssa L. Mascelloni, ricercatori ARPA, l’arch. C. Leopardi, urbanista Regione Umbria, l’arch. Ulan Ozlem, urbanista. L’arch. M. Virili, comitato scientifico Legambiente Umbria.

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Boccarini, inizia la marcia indietro?

Si possono utilizzare diversamente i finanziamenti regionali previsti per il progetto “Risistemazione del piazzale Boccarini e percorso di ronda”.
Abbiamo appreso con piacere questa notizia dai giornali del 20 Giugno scorso. Saranno infatti stornati € 100.000 del vecchio finanziamento regionale per la risistemazione di Via Assettati, in modo da completare la pavimentazione in pietra della zona di Via Leone.
Ci siamo fortemente battuti come Legambiente, anche chiedendo spiegazioni scritte a tutti gli Enti preposti locali, regionali e nazionali, per evitare il cattivo utilizzo di fondi pubblici destinati ad un progetto, quello della realizzazione del percorso di ronda che, a causa del crollo delle mura, non poteva essere realizzato per la maggior parte. Eravamo davvero increduli che si potesse comunque avviare i lavori per la realizzazione di un progetto per molte parti irrealizzabile senza prevedere e presentare varianti di nessun tipo.
Che fine avrebbero fatto i soldi destinati alla realizzazione della parte irrealizzabile?
Ha senso intervenire nella zona adiacente al crollo delle mura in una fase in cui non sono ancora completati gli studi necessari per capire quale sarà la futura sistemazione dell’intera area?
Sappiamo per aver letto tutti i documenti relativi al progetto che anche la Soprintendenza aveva espresso le nostre medesime perplessità.
Ci è sempre stato risposto che il progetto era immodificabile, nonostante fosse intercorso un evento così drammatico ed inatteso, perché erano state già assegnate gare d’appalto e stipulati contratti.
Ci fa piacere sapere che invece si possono prevedere modifiche e utilizzazioni diverse dei fondi pubblici, senza incorrere in nessun tipo di infrazione, anzi dimostrando di tenere in buon conto le spese dello stato.
Ci fa piacere verificare che il nostro costante lavoro di informazione e sensibilizzazione stia raggiungendo alcuni risultati.
Valutando in modo molto positivo la proposta dell’assessore ai lavori pubblici, cogliamo l’occasione per chiedere che siano utilizzati diversamente e per interventi più urgenti e utili per i cittadini, anche i fondi previsti per la pavimentazione in cromofibra del Piazzale Boccarini e che sia spostato, dopo i primi lavori di irregimentazione delle acque reflue, l’attuale cantiere in una zona che richieda interventi di maggiore urgenza.

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Scrivono di noi…

Nell’articolo riportato qui sotto, i promotori della petizione che chiede di “bloccare” la ztl nel centro storico, ci accusano di essere arroganti e presuntuosi. Chi legge il nostro comunicato (post precedente) può giudicare se i nostri toni erano così “provocatorii”.
Non ci piace chi urla insulti sui giornali, pensando così di “screditare” le idee di chi la pensa diversamente. Siamo comunque contenti che anche loro siano disponibili a sedersi ad un tavolo di concertazione sul traffico e il centro storico.
Innanzitutto alcune considerazioni:
1. Legambiente chiede la ZTL perché i livelli di benzene nell’aria nel Centro storico sono a livelli inquietanti. Il benzene ha effetti cancerogeni sull’uomo.
2. Il garante della salute pubblica è il Sindaco, che tra l’altro è anche un medico, che senza dubbio conosce i dati dell’Arpa e ciò che sostiene l’Oms a proposito del benzene.
3. La Ztl è partita per scherzo: le famiglie residenti nel centro storico non hanno ancora ricevuto a i bollini di cui parla l’ordinanza. Non ci risulta di aver visto vigili intenti a controllare le automobili in entrata nel C.S. nelle ore di Ztl.

Siamo convinti che nessuno possa dire di rappresentare le opinioni di tutti i cittadini di Amelia, di tutti i commercianti del centro storico (alcuni, ad esempio, hanno firmato la nostra petizione), o dei residenti nel centro storico (tra cui, ci fa piacere dirlo, abbiamo raccolto moltissime firme); è necessario confrontarsi, cercare di accogliere tutte le esigenze e trovare una soluzione il più possibile condivisa da tutti senza perdere di vista la nostra salute, quella dei nostri figli e anche quella dei commercianti.
Anche noi abbiamo espresso delle critiche su come è stata strutturata la Ztl, ma crediamo che fermarla adesso possa voler dire affossarla per sempre. Discutiamone e, forse, scopriremo che le nostre posizioni non sono così diverse ne’ inconciliabili.
Il centro storico di Amelia sta morendo ormai da diversi anni, secondo noi anche a causa del traffico eccessivo che impedisce di godere delle sue bellezze; la maggior parte dei Comuni dell’Umbria hanno adottato la limitazione del traffico nei centri storici e hanno avuto in cambio uno sviluppo turistico e uno sviluppo economico anche dal punto di vista del commercio.
Certo sono necessarie anche altre misure: promuovere la città e i suoi prodotti agricoli di qualità per esempio con una denominazione di origine comunale, creare incentivi per i commercianti e gli artigiani che si insediano nel centro storico, incentivi ed aiuti a chi produce prodotti di qualità, rendere visitabili e pubblicizzare le bellezze di Amelia, creare un ufficio turistico efficiente, parcheggi di scambio con bus navetta, strutture di mobilità alternativa.
Molte di queste misure sono presenti nel programma di questa giunta. Dobbiamo agire perché siano strutturate correttamente ed attuate.
Bisogna solo mettersi intorno ad un tavolo e confrontarsi per giungere a delle soluzioni condivise da tutti, senza inutili polemiche ma senza perdere di vista il problema: la salute dei Cittadini.
“Tra gli effetti cronici noti quelli cancerogeni che interessano le cellule del sangue sono sicuramente i più importanti. Anche in questo caso gli effetti sono proporzionali al grado di esposizione e possono andare da una semplice anemia fino alla variazione del contenuto di globuli bianchi e rossi nel sangue (LEUCEMIA)”
ARPA Qualità dell’aria nella Provincia di Terni, anno 2006

corriere-27-5.doccorriere-27-5.doc

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la sopraintendenza boccia i lavori di piazzale Boccarini, Legambiente diffida

COMUNICATO STAMPA SUI LAVORI A PIAZZALE BOCCARINI

Per quanto riguarda il progetto “Sistemazione Piazzale Boccarini e Percorso di Ronda” il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Dipartimento per i Beni Culturali e Paesaggistici, nella nota prot 239 del 9/1/07 esprime la sua perplessità in quanto “parte dell’area interessata dai lavori progettati è attualmente oggetto di un serie di interventi, determinati dal recente crollo di parte delle Mura Poligonali, rispetto ai quali una progettazione appare al momento prematura”.
Per questo Legambiente Amelia ha mandato una lettera al Sindaco in cui diffida il Comune di Amelia dall’iniziare i lavori relativi al Progetto stesso.

L’apertura di questo cantiere rischia di costare carissimo alle casse del Comune, non potendo prevedere quando e se saranno possibili i lavori relativi.
La trasformazione del piazzale Boccarini in un parcheggio ha sollevato da tempo una forte opposizione da parte della Società Civile e di singoli cittadini che chiedono invece una radicale regolazione del traffico nel centro storico, per ridurre l’allarmante esposizione della popolazione all’inquinamento da benzene.
L’inevitabile chiusura del centro storico renderà inutile questo costoso (oltre 500.000 €) intervento; piuttosto in un’ottica di rivalutazione del centro storico il piazzale potrebbe essere adibito a prolungamento all’aperto del museo con la possibilità di essere utilizzato anche come giardino e sede di manifestazioni culturali.
Per quanto riguarda il tipo di pavimentazione del piazzale segnaliamo che il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Dipartimento per i Beni Culturali e Paesaggistici, nella nota prot. N 23993, chiede: “prima dell’inizio dei lavori dovranno essere concordati con lo scrivente ufficio i dettagli esecutivi dell’intervento, con particolare riferimento alle scelte tipologiche delle pavimentazioni“.

Legambiente invita nuovamente il Comune a rivedere le scelte urbanistiche, in un’area così importante per lo sviluppo di Amelia, con le associazioni e i cittadini.

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Comunicato stampa sull’inquinamento da benzene

Amelia presenta il livello di inquinamento da benzene più alto di tutta la provincia, compreso Terni città.
Ve lo sareste mai aspettato?
Questo è quanto si evince dal rapporto annuale: “Risultati della rete di monitoraggio degli inquinanti in atmosfera” che l’Agenzia per l’Ambiente della Provincia di Terni ha presentato in questi giorni.
La centralina posta dall’ARPA in Via della Repubblica ha evidenziato una media annua di esposizioni da benzene di 7,1 μg/m3. Questo dato supera di 2,1 μg/m3 (oltre il 40%) i limiti della normativa europea. L’unica altra centralina ARPA a superare il limite, ma solo di 0,5, è quella di Terni- Borzacchini.
Questi dati però sono probabilmente sottostimati perchè non sono state rilevate le concentrazioni dei mesi di gennaio, settembre, ottobre, novembre che storicamente sono tra quelli con le maggiori concentrazioni ( nel 2005 : gen 16,9; sett 13,2; ott 13,2; nov 5,2) per “difficoltà di comunicazione”; è facile presumere che, se i dati fossero completi, la media sarebbe ancora più alta.
Si notano picchi di concentrazione elevati soprattutto in alcuni mesi ( marzo 10,4; giugno 12,3; dicembre 17,5; gennaio 2007 12,1; febbraio 11,2); in cui i valori superano il doppio o il triplo della soglia di pericolosità.

Nel rapporto pubblicato dai tecnici per l’ambiente della Provincia, si legge che tra gli effetti di una lunga e prolungata esposizione al benzene “quelli cancerogeni, che interessano le cellule del sangue, sono sicuramente i più importanti. Anche in questo caso gli effetti sono proporzionali al grado di esposizione e possono andare da una semplice anemia fino alla variazione del contenuto di globuli bianchi e rossi nel sangue(leucemia)”.
Il Circolo Legambiente di Amelia segnala da tempo, attraverso diverse iniziative pubbliche, l’urgenza rappresentata dal problema dell’inquinamento da benzene, sottolineando che la riduzione del traffico è necessaria per garantire la salute degli abitanti, oltre che per rivitalizzare il cuore della nostra città.
Riteniamo che fornire una corretta informazione a tutti i cittadini su quanto emerge dalla relazione provinciale sia un dovere dell’ Amministrazione comunale. La consapevolezza dei rischi ai quali quotidianamente sottoponiamo la salute nostra e dei nostri cari è sicuramente un ottimo strumento di sensibilizzazione alla necessità di una immediata ridefinizione del traffico nel centro di Amelia.
Ridurre i fattori inquinanti diminuendo il numero di macchine che attraversano il nostro centro cittadino non è un’idea peregrina di qualche “ambientalista un po’ fissato” è garantire la salute della nostra comunità.

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